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Energia

Se a giugno le quotazioni a termine sembravano ritracciare su valori minori o uguali a 60 €/MWh a luglio c’è stato un vero rally dovuto sempre all’effetto combinato della CO2 del gas e di qualche rumors su ulteriori possibili manutenzioni alle centrali nucleari francesi, facendo schizzare le quotazioni di quasi 5 €/MWh in una sola settimana.

Il mercato sta rientrando sia per effetto CO2 che ha toccato i 29 €/Mt che il breve rimbalzo del gas.

L’aumento del prezzo della CO2 sfavorisce gli impianti di produzione a carbone favorendo sempre più quelli a gas.

Se vale la correlazione pari praticamente a 1 tra Power Italia e CO2 e visti gli scenari rialzisti della CO2 in teoria c’è da aspettarsi un mercato rialzista nel medio termine, tuttavia gli scenari geopolitici , dalle trattative commerciali USA-Cina alla situazione politica finanziaria Italiana potrebbero far ricredere sugli attuali scenari.

 

Correlazioni CO2-Energia

La CO2 rimane un elemento di speculazione in quanto in questo periodo non ci sono scadenze particolari per rispettare i valori delle emissioni.

Molta volatilità ma non troppa liquidità.

Gli scenari previsionali indicano una CO2 a oltre 30 €/Mt alla fine dell’anno, tuttavia l’effetto della Brexit potrebbe sempre influenzarne l’esito.

Se è vero che si prefigurerà una hard Brexit per il 31/10 o al più tardi entro l’anno , pare che si configuri anche un mercato simile all’ETS per la UK con un prezzo della CO2 previsto quest’anno di 16 GBP/MT. Questo effetto potrebbe avere conseguenze anche sulle quotazioni EUA.

Si tratta pur sempre di mercati volontari con una volontà politica di mantenere i prezzi sostenuti per mantenere l’attenzione alta sui temi ambientali

 

Gas

Il mercato del gas rimane sostanzialmente lungo , con una maggiore attenzione verso quello europeo dove lo shale gas USA e un po tutto LNG continua a «disturbare» le forniture provenienti dalla Russia.

Il mercato prima dell’inverno è in cerca di un equilibrio , TTF in lieve ripresa con diminuzione degli spread con il PSV e potrebbero ulteriormente scendere prima della stagione invernale.

Attenzione al petrolio , non c’è volontà di far schizzare i prezzi soprattutto da parte USA per paura di riflessi sull’economia , tuttavia la crisi nel Golfo Persico rimane «esplosiva».

I prezzi quindi sono molto inferiori alle quotazioni dell’anno scorso e ragionando in ottica di budget non è un errore coprire le proprie posizioni.

Fonte: Orizzontenergia.it